domenica 13 ottobre 2013

Dedicata a Verona.




Ti ho vista dall’alto
e mi sono commossa,
come sei bella,
sembri tutto a posto.

L’Adige assomiglia a un nastro d’argento,
che splende e brilla, si muove con il vento.

Le colline che invitano a sognare,
quanti segreti hanno da raccontare!

Parlano dei tempi che son passati,
i tuoi monumenti, i tuoi grandi palazzi.

Sei la mia città, Verona ti chiami,
lasciati dire una volta quanto ti amo.

Edith

martedì 8 ottobre 2013

Basta, basta, basta!





Ho chiuso la porta, finalmente son sola,
il mondo è fuori con lo spavento e la paura.
Niente radio, niente televisione,
voglio stare lontana da tutta la confusione.

Basta con le urla, le grida e la frenesia,
lasciatemi volare con la mia fantasia.
Vedo un mondo lontano pieno di fiori,
dove non c’è l’invidia, però c’è tanto amore.

Dove è pieno di calore ogni gesto e ogni parola,
dove nessuno è più triste, abbandonato e solo.
Dove si divide il più in giusta misura,
e la malattia e la vecchiaia non fanno più paura.

Dove si capisce che la ricchezza del mondo è di tutti
e che non è permesso soltanto a pochi di raccogliere i frutti.
Dove ognuno cerca di migliorare,
come è grande l’uomo che sà dare!

C’è sempre uno più povero di noi
e tu puoi fare qualcosa se vuoi!
Non è difficile donare
solo con il cuore lo devi fare!

Edith



Robert Hagan
Impressionista contemporaneo Australiano

sabato 5 ottobre 2013

L’attesa




Ti sei ritirata
nelle ombre della tua stanza,
e con le tue mani, che tremano
accarezzi la tua pancia.

E mentre al tuo tocco lieve
viene una risposta,
tu sogni il tuo bimbo
e senti la sua prima mossa.

Poi tieni nelle braccia
quel corpicino perfetto
e lo stringi con ardore
al tuo caldo petto.

Poi chini il tuo capo
in segno di umiltà.
Adesso sei grande, donna
sei al confine dell’eternità.

Edith


Brocky Kàroly 
Mother and Child

giovedì 3 ottobre 2013

Amore, condivisione e appoggio.


Vorrei allargare un argomento che riguarda le donne. Qualche mese fa si parlava molto alla televisione di una donna, moglie e madre che ha lasciato il marito brutale e violento. Giustamente ha portato con sé il bimbo da lei partorito anche con il consenso della Magistratura. Questa madre ha trovato accoglienza presso un'altra donna, sua amica e subito si grida allo scandalo! Il bimbo è suo, non lo ha rubato a nessuno, né comprato, e sicuramente in mezzo a due donne troverà tutto l'amore e l'attenzione di cui ha diritto. Nel passato, ma anche oggi in qualche caso, la donna era l'angelo da sacrificare in alcuni  disastrosi matrimoni. Sento ancora le parole: "Ama, soffri e taci!" La Chiesa invitava a pregare e a perdonare questi mariti libertini.    
E' giusto questo? Vivere con persone dello stesso sesso è sempre preferibile che in istituti o affidi, quando i bambini sono piccoli è il grande momento della madre, poi subentrano altre persone, anche di sesso maschile così un bambino non è mai isolato. Non voglio sapere se queste amiche hanno rapporti sentimentali, al di là dell'amicizia, non mi interessa!
Una volta tanto teniamo lontano l'omosessualità, teniamo lontano il disprezzo per le persone che oggi raccontano la loro vita pagando un caro prezzo per la loro diversità. Adesso sappiamo di più sull'argomento, ma che tristezza quando un tempo neanche in famiglia si osava parlare, quanto dolore, quanta sofferenza per queste persone. L'apertura all'Unione Civile (io non voglio chiamare matrimonio) dà diritti e doveri uguali per tutti i cittadini e sarebbe un gran passo.
Tanti paesi sono già su queste orme. Io penso che si può stare insieme perché ci si vuole bene e si vuole dividere il faticoso cammino della vita, sostenendosi e appoggiandosi a vicenda, magari asciugando qualche lacrima.
Semplicemente amare, è già una incognita, se non un miracolo!

Edith

mercoledì 2 ottobre 2013

Divorzio e Chiesa.


La Chiesa penalizza in particolar modo la donna, che è più sensibile, debole e ha già una grande sofferenza quando un matrimonio va a rotoli. Io parlo delle donne normali, non quelle sofisticate che fanno "matrimoni" con tanti uomini e cambiano i mariti come le calze.
Scrivo perché spesso mi fermano donne e nonne che mi raccontano la loro triste storia di divorziate, separate e conviventi.
Se un matrimonio finisce è un grande dolore specialmente per chi viene lasciato.
Dopo un periodo di lutto, così si può chiamare, puoi incontrare un altro uomo con l'intento di mettere su famiglia ma qui entra in gioco la Chiesa, per i credenti, con i suoi divieti. La donna tradita e abbandonata non ha scampo. Il suo matrimonio è eterno. E cosa si risponde al figlio che chiede perché sua madre non fa mai la comunione? Non è facile trovare una risposta.
Invece dall'altro lato ci sono uomini che frequentano prostitute - escort - come si dice oggi, comprano il sesso e stranamente la Chiesa in confessione li perdona. E queste cose i preti lo sanno. Sanno anche che la frase "va in pace e non peccare più" sono parole dette al vento. Tanto ritorneranno a frequentare le donne del "mestiere più antico del mondo".  Se milioni di uomini fanno uso del sesso a pagamento c'è qualcosa che non va! Cosa insegniamo ai nostri giovani? Ricordiamoci che se una merce non viene richiesta non si vende.
Questo articolo l'ho scritto un anno fa e vorrei sottoporla a Papa Francesco che ho già notato avere una grande apertura verso i bisogni della gente e specialmente i più deboli.

Edith