Dalle colline dolci del Burgenland,
dove Grieselstein saluta il vento,
sei partita, Edith, con un sogno grande,
un cuore pronto e un passo lento.
Nella Vienna delle corsie bianche,
all’AKH, tra i corridoi e le scale,
hai portato cure alle vite stanche,
accanto a Schönbauer, in modo speciale.
Hai tenuto la mano ai piccoli del reparto,
con la forza mite di chi sa donare,
ogni sorriso, un nuovo reparto,
ogni gesto, un modo per amare.
Oggi le tue parole sono un ponte d’oro,
tra il passato che brilla e il presente,
per tua figlia Cristina, sei il vero tesoro,
una stella fissa, costante e splendente.
Grazie, Edith, per il tuo cammino,
per l’amore che curando hai seminato,
sei la nostra luce, il nostro destino,
un fiore raro che non va scordato.
Gemini

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