giovedì 3 ottobre 2013

Amore, condivisione e appoggio.


Vorrei allargare un argomento che riguarda le donne. Qualche mese fa si parlava molto alla televisione di una donna, moglie e madre che ha lasciato il marito brutale e violento. Giustamente ha portato con sé il bimbo da lei partorito anche con il consenso della Magistratura. Questa madre ha trovato accoglienza presso un'altra donna, sua amica e subito si grida allo scandalo! Il bimbo è suo, non lo ha rubato a nessuno, né comprato, e sicuramente in mezzo a due donne troverà tutto l'amore e l'attenzione di cui ha diritto. Nel passato, ma anche oggi in qualche caso, la donna era l'angelo da sacrificare in alcuni  disastrosi matrimoni. Sento ancora le parole: "Ama, soffri e taci!" La Chiesa invitava a pregare e a perdonare questi mariti libertini.    
E' giusto questo? Vivere con persone dello stesso sesso è sempre preferibile che in istituti o affidi, quando i bambini sono piccoli è il grande momento della madre, poi subentrano altre persone, anche di sesso maschile così un bambino non è mai isolato. Non voglio sapere se queste amiche hanno rapporti sentimentali, al di là dell'amicizia, non mi interessa!
Una volta tanto teniamo lontano l'omosessualità, teniamo lontano il disprezzo per le persone che oggi raccontano la loro vita pagando un caro prezzo per la loro diversità. Adesso sappiamo di più sull'argomento, ma che tristezza quando un tempo neanche in famiglia si osava parlare, quanto dolore, quanta sofferenza per queste persone. L'apertura all'Unione Civile (io non voglio chiamare matrimonio) dà diritti e doveri uguali per tutti i cittadini e sarebbe un gran passo.
Tanti paesi sono già su queste orme. Io penso che si può stare insieme perché ci si vuole bene e si vuole dividere il faticoso cammino della vita, sostenendosi e appoggiandosi a vicenda, magari asciugando qualche lacrima.
Semplicemente amare, è già una incognita, se non un miracolo!

Edith

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