martedì 26 febbraio 2019

La bela mimosa.





L'era li, mattina e sera
a sul cantòn de Via Capél
sora un vecio cavaleto
la posava el sò sestel.

Con çinquanta, çento franchi
la te dava i so maseti
che i savèa de primavera
e i brilava de rosà.

"Siora Melia, cosa gala
da portarghe a me morosa"
"G'ò de tuto bel moreto
ma voi darte la mimosa.

Col so far da popolana
la sigava a tuta gola
"la vàl manco d'un garofano
dài compreme la mimosa".

Pò d'un colpo l'è sparida
s'à smorsà la so canson:
ò pensado l'è partida
ma par qual destinassion?

Mi la vedo la sù in alto
nei giardini che gh'è in cel
che la gira in meso ai angeli
con al brasso el sò sèstel.

Carla Zanini Ferrari



Felice Boscarati (1721-1807)
Donna con cesto di fiori e un uomo che l'abbraccia

lunedì 11 febbraio 2019

Ein bißchen mehr… Friede.


 


Ein bißchen mehr…

Ein bißchen mehr Friede
und weniger Streit,
ein bißchen mehr Güte
und weniger Neid,
ein bißchen mehr Liebe
und weniger Haß,
ein bißchen mehr Wahrheit,
das wär doch schon was.

Statt soviel Hast
ein bißchen mehr Ruh’.
Statt immer nur ich
ein bißchen mehr Du!
Statt Angst und Hemmungen
ein bißchen mehr Mut
und Kraft zum Handeln,
das wäre gut.

Kein Trübsinn und Dunkel,
mehr Freude und Licht.
Kein quälend Verlangen,
ein froher Verzicht
und viel mehr Blumen
so lange es geht,
nicht erst auf Gräbern,
da blühn sie zu spät!

Peter Rosegger


domenica 9 dicembre 2018

Mani benedette.





Son le mani di tua madre,
che ti cullano nel sonno,
che ti accarezzano con tenerezza e amore,
che danno sollievo al tuo primo dolore.

Ti levano in alto, per farti vedere il mondo.
Si posano sul tuo capo per darti la forza,
quando fai la tua prima corsa.

Sono delicate, forti, leggere e pesanti,
a secondo del bisogno e c’è ne sono tanti.
Sono sempre pronte per scattare in ogni momento,
non conoscono riposo e nessun spavento.

Son le mani di tua madre che non stanno mai ferme,
soltanto quando si riuniscono nella preghiera!


Edith




venerdì 28 settembre 2018

Educazione sessuale a scuola.


Si! All'educazione sessuale a scuola per i ragazzi e le ragazze in crescita. Si, ma con insegnanti preparati e seri. Si, se il primo insegnamento è diretto ai sentimenti al controllo dei propri istinti. No, al sesso precoce che sembra usato come passatempo. Il sesso è una cosa bellissima se è fatto con amore. In un incontro così può nascere una nuova vita.

Sesso senza amore e a pagamento é uno squallore. Le donne che si vendono e gli uomini che pagano per le prestazioni sono entrambi allo stesso livello, non hanno amor proprio, non hanno dignità.

La Chiesa, purtroppo, chiede che ogni incontro debba essere per procreare e questo, oggi come oggi, non si può pretendere. Nel passato i nostri nonni, avevano anche 8/12 figli, e metà morivano presto.

E' anche necessario educare all'uso del preservativo non solo per prevenire gravidanze indesiderate ma anche per proteggersi dalle malattie trasmesse sessualmente.

Per chiudere, e non è da dimenticare che, l'educazione all'amore e ai sentimenti, incomincia in famiglia tra i genitori e i figli. Importante è dare l'esempio. Oggi tanti giovani crescono senza morale, rispetto, educazione, perché gli adulti sono di cattivo esempio.
Occorre far vedere a loro anche il bello della vita, insegnare la gratitudine e l'amore per il prossimo.

Edith


lunedì 20 agosto 2018

Erinnerung.



Ich lief durch das Kornfeld,

Wie lang ist es her?

Ich träumte von Sonne, vom weiten Meer.

Ich träumte vom Süden und seiner Pracht

Und wollte nicht glauben an des Schicksals Macht.

Weit ist das Kornfeld,

Fern ist der Traum

Worauf warte Ich noch.

Was kommt dann?


Edith




domenica 18 marzo 2018

Oggi sono un uomo solo, si… lasciato solo!




In una canzone si dice “il vecchietto dove lo metto…” amare, ciniche parole dette a suon di musica.

Io non mi diverto più a sentirle perché io “vecchietto” ancora con facoltà di intendere e voler mi chiedo alle 6 del mattino: Oggi dove mi metto? Cosa faccio di questa lunga giornata che ho davanti a me? Devo fare qualcosa per non impazzire!

Sono conscio che “noi” siamo stati esclusi dalla società!

Io ho capito già da un bel po’ che ho finito la strada della mia vita; una vita colma di fatica di doveri, di sudori, tanto tribolata.

Oggi sono un uomo solo, si… lasciato solo! I figli ogni tanto vengono, ma poi vanno via.

I compagni di vecchia data, pensionati vecchi come me, loro ci sono, a volte sa fa una gita, una cena o quattro chiacchiere insieme, ma francamente non mi importa più di tanto.

I nostri discorsi sono sempre gli stessi, li conosco a memoria! Le sedie, le panchine sono sempre più dure e le gambe per camminare sono sempre più pesanti.

Erano bei tempi quando lavoravo, mi stancavo di fatica, ma a casa c’era mia moglie che mi aspettava e i figli che mi correvano incontro, e i loro strilli mi riempivano il cuore. Tutti loro avevano bisogno di me!

Adesso posso solo aspettare il riposo eterno e che Dio me lo mandi presto come una liberazione, perché io di questa vista non so più cosa farmene.

Tutte le belle frasi che mi possono dire hanno il sapore della pietà!

So che ho fatto la parte che mi spettava nella vita e che nessuno può vivere in eterno.

Così io “vecchietto” sento di aver diritto di uscir di scena in piena facoltà mentale.


Grazie dell’ospitalità!